Il 25 Marzo 2025 torna a riunirsi la Commissione Speciale Martucci, Intanto "Chiudiamo la discarica" fa il punto della situazione e delle sue novità confermative.
Viviamo in un periodo nel quale il tentato protagonismo crea divisioni anche su argomenti che dovrebbero unire la popolazione.
Viviamo in un periodo nel quale mire politiche e di riscatto personale vanno oltre al racconto della realtà per demonizzare gli altri a tutti i costi.
Viviamo in un periodo nel quale per dimostrare l'inefficacia delle istituzioni si mette in evidenza come sia migliore l'azione di provati cittadini, salvo poi riconoscere gli stessi nomi in comitati e progetti politici che si materializzeranno, forse nel prossimo futuro.
Ma questo alla fine interessa fino ad un certo punto.
Che piaccia o no, questi argomenti e le eventuali soluzioni possono avvenire tramite Comune, Regione, Stato e, di conseguenza, solo le associazioni che collaborano con queste forze possono fare parte di una voce ufficiale.
Quella stessa voce che è rappresentata dalla Commissione Speciale Martucci che torna a riunirsi Il 25 Marzo 2025 torna a riunirsi la Commissione Speciale Martucci.
Intanto l'Associazione "Chiudiamo la Discarica Martucci parla di
NOVITÀ CONFERMATIVE
In quello che è il suo
ultimo comunicato:👇🏼
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Quanto già sapevamo da tempo oggi diventa più significativo e inappuntabile: i pozzi di estrazione del percolato sono occlusi!
Nell'ottobre del 2019 l'ARPA, su mandato del Tavolo Tecnico, si disvelava e certificava lo stato di totale abbandono del lotto 3 e il mancato prelievo di percolato (che sarebbe stato destinato successivamente a trattamento e smaltimento) presumibilmente sin dal marzo 2011, data chiusura definitiva del lotto.
Questa verifica, però, richiedeva un supplemento di indagine, che veniva eseguita nel successivo gennaio 2020, al fine di appurare il percolato contenuto all'interno di tale lotto e la sua quantità, stimata già nell'ottobre 2019, se la vasca fosse stata a tenuta stagna, in circa 20 milioni di litri.
Tale nuovo sopralluogo fece invece constatare l'occlusione dei pozzi di estrazione.
Al di là di quest'ultimo accertamento, fin già dalla prima inquietante relazione Arpa del 4.10.2019, la Regione Puglia era intervenuta, in data 26.11.2019 con un espresso atto di diffida, ai sensi dell'art. 29 decies del D.Lgs 152/06 nei confronti della curatela fallimentare della Lombardi Ecologia, dell'Arpa, della Asl Bari, dei Comuni di Conversano e Mola, della Città Metropolitana, nonché di organi e uffici interni interessati e la stessa Procura della Repubblica, per richiamare tutti, ognuno per il proprio ambito di competenza, agli obblighi previsti dalla legge per il caso di specie, tra i quali rilevavano la "necessità di accedere ai pozzi di raccolta del percolato con strumentazione idonea per verificare la presenza e il livello del percolato", quella di "attivare/riattivare il sistema di aspirazione e raccolta del percolato" nonché la "necessità di eseguire i lavori di ripristino dei pozzi di monitoraggio della falda", assegnando per tutti un termine entro il quale dovevano essere eliminate le inosservanze e raccomandando la sospensione delle attività "ove si manifestino situazioni che costituiscono pericolo immediato per la salute umana e l'ambiente" e disponeva infine che l'Arpa verificasse l'ottemperanza a quanto disposto dalla diffida.
In esecuzione di tale compito il successivo sopralluogo dell'Arpa del 24.1.2020 così sanciva: "le risultanze delle operazioni di sopralluogo restituiscono il sito nella stessa situazione impiantistica gestionale già riscontrata nel corso del sopralluogo eseguito ad ottobre 2019, mentre, per quanto attiene alla presenza di percolato sul fondo della discarica, permane una situazione di incertezza dovuta alla realistica possibilità di blocco della discesa della sonda sulla guaina di copertura posta a livello dell'abbancamento rifiuti".
In buona sostanza, ad un'altezza intorno ai 10 metri di profondità, cioè relativa all'abbancamento dei rifiuti all'epoca della prevista chiusura nel 2009 (poi prolungata per ben tre volte fino al marzo 2011), si trovava un impedimento nella discesa del freatimetro e pertanto i tecnici Arpa concludevano rilevando la "necessità di ulteriori e specifici approfondimenti necessariamente supportati da aziende attrezzate per tali indagini....per indagare in maniera efficace a circa 35 m. dal piano di abbancamento dei rifiuti".
Tutti questi rilievi e relativi documenti di accompagnamento sono stati riportati puntualmente alla Magistratura che, solo qualche mese dopo, il 20.5.2020, interveniva con il GIP Casu, disponendo un nuovo sequestro preventivo del lotto 3.
Dunque quella che oggi viene tanto sbandierata come novità, blocco dei pozzi di estrazione, non è altro che una ulteriore conferma, autorevole certo e forse in maggior misura decisiva ai fini delle indagini in corso. Ma la relazione ufficiale a tal merito non è stata ancora redatta dalla Ditta che ha eseguito i lavori, ovvero manca ancora l'ufficialità (come pure ricordato dal sindaco Colonna nell'ultima riunione della commissione speciale Martucci), e per tale semplice ragione non è stata ancora inviato nulla alla Procura della Repubblica.
Poiché oggi la notizia viene da alcuni inopinatamente anticipata, come fosse già consolidata, facendo passare per ritardatari, disattenti e deconcentrati o in difetto tutti gli altri, allora raccontiamo come stanno realmente le cose. Sul piano squisitamente amministrativo e procedimentale gli enti interessati e la nostra associazione stanno elaborando una strategia di fondo per giungere agli obiettivi della chiusura definitiva e, soprattutto, della messa in sicurezza del sito. La questione più importante, a nostro avviso, infatti non risiede nella violazione penale, ampiamente conosciuta e già attenzionata, nelle sue varie sfaccettature, dalla magistratura, sebbene con l'aggiunta di nuovi quanto confermativi particolari, quanto nelle azioni da perseguire sul piano giudiziario civile e amministrativo. Sono propositi già programmati da tempo e pronti per essere messi in campo alla maturazione degli eventi attesi e che non possiamo svelare, ma presto vedranno la luce. E peraltro, per intendere la continuità in materia di attenzione continuativa sull'argomento, nell'incontro del 27.3.2024 tra Comuni di Mola e Conversano, ufficio regionale della sezione ciclo rifiuti, Arpa e Ager, dal verbale di riunione si evince con molta chiarezza il percorso indicato "risultando evidente che, allo stato e nell'immediato, non può essere avviata l'attività di emungimento del percolato".
Dunque, considerato lo stato di fatto rilevato nei due sopralluoghi del 2019 e 2020, si prospettava la possibilità che "potrà quindi essere valutata la necessità di perforare uno o più nuovi pozzi di estrazione del percolato, probabilmente in corrispondenza della zona in cui il catino di discarica risulta più profondo o/o risulta esserci accumulo di percolato", tanto da far formulare alla Dirigente della Sezione Ciclo rifiuti e bonifiche, in conclusione dell'incontro, l'invito al Comune di Conversano a procedere senza indugio in tal senso in quanto "le attività di estrazione del percolato sono prodromiche e funzionali alla chiusura definitiva del Lotto III di discarica".
Ma se quella quantità attesa di percolato non dovesse ritrovarsi si apre uno scenario che porta diritto al riconoscimento, ex lege, almeno di danno ambientale, ove non anche di disastro ambientale.
Siamo sul pezzo e non lo molliamo mai.
Mola 16 marzo 2025
Associazione "Chiudiamo la discarica Martucci"
II Presidente
dott. Vittorio Farella
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