Cataloghi.
Viviamo in ordine alfabetico, colme fossimo lettere o numeri e perdiamo la nostra identità.
Non so se sia un capriccio all'italiana, un bisogno di Caritas o una perenne insoddisfazione.
Si passa dalle rappresentazioni della Compagnia Diaghilev, viste apprezzandone i contenuti ai concerti di Beppe Delre, a pensare che il vero progresso sia solo la Bit di Milano, come se non esistessero Bitetto, Bitonto, Casamassima, Cassano Castellana, per rimanere in zona e, per esempio, Bologna per fare un balzo al nord e le loro peculiarità.
E' un pò come la musica,
lo è tutta...
quella dei Blur, dei Bon Jovi, di Bruce Springsteen, o Carmen Consoli, Rossana Casale, Cesare Cremonini, per rimanere entro i confini nazionali.
Eppure continuiamo a catalogare ed a catalogarci.
Fessi.
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